MUTINA UN PROGETTO D’AUTORE

Le avventure migliori, quelle di successo, sono frutto delle circostanze: la fine di una storia è l’inizio di un’altra. Così è stato per Mutina che, nel 2006, intraprende un percorso nuovo. Trent’anni di storia nella produzione ceramica sono investiti da un vento di cambiamento che la porta a scegliere una strada diversa. Quella del progetto d’autore, della produzione sartoriale che unisce tecnologia e fatto a mano, della sperimentazione che è anche sfida ad andare oltre i limiti della materia, della ricerca imprescindibile dell’alta qualità del prodotto finale. Accompagnata da un modo inedito di guardare alla ceramica, non più semplice rivestimento ma essa stesso progetto d’interior design. Uno sguardo condiviso da chi disegna per Mutina. E che piace a chi sceglie Mutina.

MUTINA E I GRANDI MAESTRI

Passione per l’arte, il good design, l’architettura. Ammirazione per gli spiriti creativi, quelli autentici, nei diversi campi, dalla grafica alla fotografia, alla moda. Mutina guarda da sempre ai grandi maestri, i cui insegnamenti sono una costante fonte di ispirazione. Da un lato, l’imperativo Less is more di Mies van der Rohe, uno dei padri del Movimento Moderno; poi il decalogo del buon design di Dieter Rams, pioniere del minimalismo, e, non ultime, le affermazioni di Bruno Munari, figura poliedrica di artista-designer, che invitano a esplorare il mondo con occhi diversi. Dall’altro, le lezione decostruttivista di un fashion designer come Martin Margiela, il suo uso di elementi e texture diverse per creazioni che fanno spettacolo, seguita dal color field painting di Mark Rothko, con le sue grandi tele coperte interamente da estensioni invariate di colore, e, accanto, la tavolozza di Agnès Martin, che impiega in modo esclusivo nero, bianco e marrone, in seguito sfumati in colori eterei. Questi i riferimenti formali e visivi di Mutina, senza dimenticare le opere di Hiroshi Sugimoto, la cui tecnica fotografica porta a cogliere il senso del tempo nelle immagini.
In ogni progetto osserviamo i dieci comandamenti del buon design di Dieter Rams: 1. Il buon design è innovativo; 2. Il buon design rende un prodotto utile; 3. Il buon design è estetico; 4. Il buon design rende un prodotto facilmente comprensibile; 5. Il buon design è discreto; 6. Il buon design è onesto; 7. Il buon design è durevole; 8. Il buon design è curato fino nei minimi dettagli; 9. Il buon design rispetta l’ambiente; 10. Il buon design è l’arte dell’infinitamente piccolo.

COLORE, MOOD BOARD DI CARATTERE

Una sfida: sperimentare l’infinita gamma del bianco, del nero, dei neutri. I non colori diventano colori da coordinare, accostare, contrastare o scegliere come total look. Le diverse nuances grigio, piombo, avorio, ecrù vanno a comporre una tavolozza cromatica sofisticata per interni ricercati. Una palette che declinata nei diversi materiali del catalogo di Mutina, dal vetroso al gres porcellanato, allo stucco per le fughe. Tutte tonalità che reagiscono in modo diverso alla luce, restituendo sensazioni che variano col variare dell’intensità della fonte luminosa, sollecitate dalle texture offerte dal rivestimento ceramico. La gamma cromatica Mutina accoglie oggi in alcune collezioni selezionate come Pico di Ronan e Erwan Bouroullec varianti di colori primari come il rosso e il blu e, con i nuovi progetti di Patricia Urquiola e Raw Edges per il Salone del Mobile 2012, apre il campo a toni vivaci, dalla personalità spiccata. Quella di Mutina.
Black
is my favorite color
and white
is my favorite color

Andy Warhol

MATERIA, TEXTURE D’AUTORE

Una continua ricerca: testare quali tra le lavorazioni artigianali e industriali frutto delle tecnologie più avanzate siano le più adatte per produrre rivestimenti ceramici da parete e da pavimento che vestano le architetture come una second skin naturale. E, al contempo, una sperimentazione sulla materia prima condotta in diretta con gli autori delle collezioni per arrivare a definire prodotti sorprendenti. Come Déchirer, in gres porcellanato non smaltato, ispirata alla matericità del cemento ma che porta in sé tracce di stratificazioni della memoria e del passato, o Phenomenon con reminescenze del mondo naturale e una texture che gioca con le luci e le ombre degli interni. Per realizzare l’irrealizzabile. Perché, citando Mies van der Rohe, Dio è nei dettagli.

MUTINA è INTERIOR DESIGN

La ceramica come materia per vestire gli spazi privati e pubblici, da interni domestici di segno contemporaneo a hotel di grande firma. I progetti di architettura d’interni realizzati con le collezioni Mutina sono molteplici, comprendono showroom di moda, ristoranti di tendenza, università prestigiose (Luigi Bocconi di Milano), entrano nei grandi templi dell’arte (Tate Modern di Londra) e coprono un’area geografica che spazia dall’Europa all’Oriente e oltre Atlantico. La ceramica diventa anche elemento progettuale per arredi limited edition disegnati dagli stessi architetti e designer che collaborano con l’azienda. Come i tavoli che compongono The Bugs Family, la serie modulare disegnata da Patricia Urquiola e ispirata al mondo sorprendente degli insetti, con texture decor Déchirer, lo Snow Table e Snow Bench di Tokujin Yoshioka, con top materico Phenomenon. Una collezione sempre work in progress, cui partecipano gli stessi autori che firmano i progetti ceramici, lasciando il loro segno anche in arredi e presenze di interior design.

LAVORA SOLO CON PERSONE CHE TI PIACCIONO...

“È una regola strana e mi ci è voluto del tempo per impararla”, racconta Milton Glaser, il graphic designer americano che per New York ha creato il logo più famoso al mondo (quello col cuore). È stato quando ha “scoperto che tutto il lavoro che ho fatto e che ha un qualche significato era il risultato di una relazione positi- va, affettiva”. Mutina ha fatto propria questa istanza da subito: il nostro è un team affiatato e ci concediamo il lusso di lavorare con persone con cui condividiamo qualcosa, dall’approccio al prodotto a una visione della vita. Tra i nostri partner, professionisti diversi per formazione, cultura e provenienza geografica: Patricia Urquiola, Rodolfo Dordoni, Ronan e Erwan Bouroullec, Tokujin Yoshioka, Yael Mer & Shay Alkalay di Raw Edges, Monica Armani, Silvia Giacobazzi. Altri ne verranno. Ciascuno con una personalità ben caratterizzata, ma legati da tratti comuni: la passione per la sfida, la ricerca del nuovo, il rispetto per la materia, la qualità come elemento imprescindibile di un progetto. Ovvero, il DNA di Mutina.

MUTINA AWARDS

Una serie di riconoscimenti internazionali, assegnati worldwide, a Sydney come a Londra, Chicago, Milano, New York e Berlino, hanno segnato il percorso di Mutina, premiandone lo slancio innovativo, la creatività e i risultati ottenuti nel campo dei rivestimenti ceramici. A oggi, si sono aggiudicati numerosi Oscar Déchirer e Phenomenon, due progetti di grande impatto visivo, frutto di una complessa ricerca progettuale e produttiva, assegnando il red carpet rispettivamente a Patricia Urquiola e Tokujin Yoshioka. E nel 2012 l’azienda ha vinto anche il Red Dot Design Award con le collezioni Phenomenon del pluripremiato designer giapponese e Pico di Ronan e Erwan Bouroullec.