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Ph. Chico De Luigi
20.10.26

A talk with Carlo Cracco e Rosa Fanti

Portrait di Chico De Luigi

Una vista che abbraccia la Romagna, da Gabicce a Ravenna, ulivi centenari, vigne e ciliegi hanno dato origine a Vistamare, il nuovo progetto dello chef Carlo Cracco e Rosa Fanti. Nato dal desiderio di coltivare ciò che viene poi preparato e servito a tavola, riunisce azienda agricola, ospitalità e cucina. È anche un ritorno alle origini per Rosa, cresciuta a Santarcangelo, un luogo in cui ritrovare un ritmo più lento rispetto alla vita milanese.

Questa idea di accoglienza attraversa gli interni, sviluppati insieme a Charlotte Mello Teggia: legno e pietre di recupero convivono con tessuti, arredi vintage e pezzi contemporanei, mentre le superfici Mutina danno carattere agli ambienti. La collaborazione nasce dalle visite di Rosa a Casa Mutina e dalla scoperta delle storie, della ricerca e della cultura che accompagnano ogni collezione.

Abbiamo parlato con Carlo e Rosa del rapporto tra paesaggio e cucina, delle scelte che hanno reso Vistamare la casa che immaginavano e delle persone che li hanno aiutati a dare forma al progetto. Le loro riflessioni toccano anche You Can Only Work With People You Like, la serata a Spazio Mutina a cui Carlo ha preso parte, dedicata al valore delle relazioni e all’incontro tra design, arte e cucina.

Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini

Vistamare nasce prima di tutto da un luogo. Quando avete visitato per la prima volta Ciola Corniale, cosa avete immaginato in questo paesaggio?

La prima volta che siamo arrivati dove oggi sorge la nostra azienda agricola siamo rimasti colpiti prima di tutto dalla vista, che da Gabicce a Ravenna abbraccia tutta la Romagna. Da lì, ci siamo guardati intorno: gli ulivi centenari, le vigne, i ciliegi, esattamente tutto quello che volevamo.

Rosa, per te questo progetto rappresenta anche un ritorno alle origini, alla Romagna. Quanto c’è di personale nel modo in cui Vistamare ha preso forma?

Vistamare è nato prima come un progetto imprenditoriale, l’idea di avere un’azienda agricola e poter produrre direttamente ciò che noi stessi poi trasformiamo e serviamo al ristorante era il completamento del nostro lavoro, la chiusura di un cerchio. L’avere trovato questa azienda a Santarcangelo, dove sono nata e cresciuta, ha trasformato tutto anche in un percorso personale, un modo di valorizzare un territorio che amo e di cui conosco le grandi potenzialità.

Avete descritto Vistamare come un luogo in cui riscoprire una dimensione diversa del tempo e il valore delle cose semplici. In un momento in cui l’ospitalità tende spesso a costruire esperienze sempre più elaborate, cosa significa per voi scegliere la semplicità?

Noi viviamo e lavoriamo a Milano, una città meravigliosa per quello che ti offre ma allo stesso tempo frenetica. Abbiamo il ristorante in Galleria, che è proprio il cuore pulsante della città, dove tutto accade. Avere anche un luogo in cui rifugiarci, accogliere ospiti e amici, ma in una dimensione più intima e rilassata, era un’esigenza prima di tutto nostra.

Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini

Vistamare tiene insieme molte dimensioni: azienda agricola, casa, luogo di ospitalità e ristorazione. Come avete trovato un equilibrio tra queste diverse anime senza perdere il carattere intimo e domestico del progetto?

È il luogo che fa la differenza e che ti porta a rallentare, a fermarti lì senza voler essere da nessun’altra parte. Il mare e la riviera sono vicini, ma ti viene più voglia di guardarli da lì che di viverli.

Carlo, il rapporto con la terra e con la stagionalità è sempre stato centrale nella tua cucina. Cosa cambia quando il luogo in cui cucini è anche quello in cui coltivi, produci e accogli?

È il massimo per uno che lavora in cucina, è l’esatta ragione per cui cercavo da tempo un’azienda agricola. Ho la possibilità di coltivare la frutta e la verdura che poi utilizzo nelle mie ricette, in molti casi mi lascio anche ispirare da quello che c’è. È successo con il Panciliegia per esempio, avevo appena raccolto delle ciliegie buonissime e ho deciso sul momento di fare una specie di panettone estivo, dove al posto dell’uvetta e dei canditi ci fossero quelle ciliegie lì. Ora è uno dei dolci che mi chiedono di più.

Rosa, veniamo agli interni. Prima ancora che Vistamare prendesse la sua forma definitiva, hai visitato più volte Casa Mutina. Come si è passati da quelle visite all’idea di coinvolgere Mutina nel progetto?

Ho visitato più volte Casa Mutina e la cosa da cui sono rimasta più affascinata è che dietro ad ogni singolo elemento c’è un mondo fatto di bellezza, di arte, di design e di cultura. Esattamente quello che cerco in una casa, un mix di storie e di sapori diversi. Quando è arrivato il momento di arredare l’agriturismo, la prima realtà a cui ho pensato è stata Mutina e da lì mi sono divertita, insieme a Charlotte Mello Teggia, a scegliere gli elementi che meglio potessero esprimere il mondo Vistamare.

Il progetto di Charlotte Mello Teggia parte dalla luce e dal paesaggio, con ambienti che hanno identità cromatiche differenti e in cui convivono ceramiche Mutina, tessuti, pezzi vintage, oggetti contemporanei e arredi su misura. Quale atmosfera volevate creare?

Un ambiente accogliente, confortevole, una casa per tutti. È stato molto divertente e stimolante scegliere insieme i pezzi, i colori, le forme per dare vita a un luogo che ora è esattamente come me lo immaginavo.

Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini

Le collezioni Mutina compaiono in diversi ambienti di Vistamare e dialogano con materiali molto legati all’architettura rurale – legno, intonaco, laterizio, pietra. Come avete scelto le superfici e, soprattutto, cosa cercavate nella ceramica per questo progetto?

Tutte le superfici sono state scelte nel rispetto del luogo e dell’ambiente circostante. Abbiamo usato infatti tanti materiali di recupero, come il legno per le scale e per i pavimenti, o le pietre. Le ceramiche ci servivano a dare un tocco di carattere agli ambienti: la collezione Chamotte di Patricia Urquiola per esempio, dà un colpo d’occhio incredibile nella zona del soggiorno, rivestendo anche tutto il camino, che diventa l’elemento centrale attorno a cui raccogliersi.

Mutina nasce dall’incontro con designer, artisti e progettisti e dalla convinzione che le relazioni possano generare qualcosa di inatteso. Nel vostro lavoro – dalla cucina all’ospitalità fino alla costruzione di Vistamare – che valore ha per voi scegliere le persone con cui collaborare?

È parte integrante del nostro lavoro. In cucina abbiamo ragazzi giovani e motivati che sono sempre animati da una grande passione per quello che fanno e lo trasmettono. Al di fuori della cucina, per tutti i nostri progetti, ci piace affidarci a grandi professionisti che condividono la nostra stessa visione e da cui ci piace sempre imparare qualcosa di nuovo.

Carlo, a settembre sei stato a Spazio Mutina per You Can Only Work With People You Like, una serata costruita proprio intorno al valore delle relazioni. Quanto conta, oggi, riuscire a creare occasioni in cui design, arte e cucina non siano discipline separate, ma linguaggi capaci di incontrarsi?

È il valore aggiunto di questi mondi, avere la possibilità di unirsi e creare qualcosa di nuovo e di bello. Del resto, sono tutte realtà in cui la creatività, il senso della bellezza e la ricerca sono parte integrante della propria natura: unirsi serve ad amplificare l’esperienza.

Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Giovanni Malgarini
Ph. Filippo Candotti
Ph. Filippo Candotti

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