A talk with Jaime Derringer
26.08.20

A talk with Jaime Derringer

Ritratto di Jenny Siegwart
Jaime Derringer è una donna dalla personalità eclettica e instancabile: oltre ad aver fondato il magazine online Design Milk, lavora al podcast Clever e crea colorati dipinti dalle influenze pop e orientali. Le abbiamo chiesto di come è nata la sua passione per il design e di come sia diventata un vero e proprio lavoro, delle sue fonti di ispirazione e la sua opinione personale in merito al legame tra arte e design.
Jaime Derringer è una donna dalla personalità eclettica e instancabile: oltre ad aver fondato il magazine online Design Milk, lavora al podcast Clever e crea colorati dipinti dalle influenze pop e orientali. Le abbiamo chiesto di come è nata la sua passione per il design e di come sia diventata un vero e proprio lavoro, delle sue fonti di ispirazione e la sua opinione personale in merito al legame tra arte e design.
A talk with Jaime Derringer

Come ti sei appassionata al design e quando hai deciso di fondare Design Milk?

Fin da bambina mi sono sempre piaciuti l’architettura, il design e l’arte, ma non li ho mai considerati una carriera. Poi mi sono trovata ad essere un’adulta annoiata con la necessità di avere uno sfogo creativo, ed è stato più o meno attorno al periodo in cui ho creato Design Milk… nel 2006. Lo stesso anno ho anche iniziato a disegnare e da allora non ho più smesso.

Qual è la parte più impegnativa del lavorare a un magazine online?

La parte più complicato riguarda il business e gli aspetti tecnici ad esso collegati. Ho dovuto imparare molto sia riguardo l’attività che la tecnologia in modo da creare una piattaforma sempre più interessante e di successo. La maggior parte di quello che c’era da sapere l’ho imparato da sola. Sono assolutamente una che impara con la pratica.

Hai un forte interesse per la calligrafia giapponese e la cultura pop, caratteristica che emerge molto bene dai tuoi dipinti. Pensi che influenzi anche il tuo approccio al design?

Tengo separate le fonti di ispirazione per i miei quadri da quelle per il magazine. Ci sono periodi in cui trend e tematiche tendono a coincidere, ma adesso Design Milk è gestito da un gruppo di persone e, per questo, i contenuti non vengono influenzati apertamente dal mio gusto e dai miei interessi personali.

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Uso spesso l’arte come strumento per combattere la noia, l’ansia o lo stress. Creare mi permette di allontanarmi dai miei pensieri e dalle responsabilità per un po’ di tempo.

Lavori tra design, editoria e podcast, oltre a creare delle tue opere d’arte. Come ti destreggiarti fra attività così diverse e come fai a tenerti aggiornata? Ce n’è una a cui ti senti particolarmente affezionata?

Mi piace tenermi occupata, quindi uso spesso l’arte come strumento per combattere la noia, l’ansia o lo stress. Creare mi permette di allontanarmi dai miei pensieri e dalle responsabilità per un po’ di tempo. Ad ogni modo, mi piace molto occuparmi di Design Milk e Clever podcast, spesso non mi sento come se stessi lavorando. Chiaramente, si tratta pur sempre di lavoro… ma quando sei emozionata all’idea di fare qualcosa, la tensione scompare.

Cosa significa essere una donna che lavora nel campo dell’arte al giorno d’oggi?

Sono felice che le donne vengano tenute sempre più in considerazione nel mondo dell’arte. Abbiamo sempre creato, disegnato, progettato e siamo sempre state creative… tuttavia non era stata molta visibilità in questo senso e c’è ancora una lunga strada da percorrere.

Stai lavorando a qualche nuovo progetto di recente?

Design Milk ha lanciato uno shop online nel 2019, e quest’anno gran parte della mia attenzione si è focalizzata su questo progetto.

Il dibattito riguardante la connessione tra arte e design è ancora uno dei temi più discussi tra esperti e appassionati. Pensi che questi due campi siano in qualche modo collegati?

Credo che un oggetto o uno spazio possano essere sia frutto dell’arte che del design. È tutto fluido.

A talk with Jaime Derringer

Conosci Mutina? Cosa ti piace di più dell’azienda?

Sì, ho familiarità con Mutina. Ho sempre ammirato la qualità dei prodotti e il gruppo di collaboratori incredibili.

Qual è la tua collezione Mutina preferita? Perché?

Una delle mie preferite è Folded di Raw Edges. Sono una grande fan del loro lavoro e credo che questa collezione esprima perfettamente il loro approccio creativo e sorprendente al design.

C’è un designer emergente che suggeriresti per progettare una collezione ceramica?

Mi piacerebbe vedervi collaborare con Bethan Laura Wood o Camille Walala.

Credo che un oggetto o uno spazio possano essere sia frutto dell’arte che del design. È tutto fluido.
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