A TALK CON DANIELA FANTINI

Fotografie di Matteo Pastorio

 

Fantini Rubinetti nasce nel 1947 a Pella, sulle rive del Lago d’Orta. Oggi le redini dell’azienda sono in mano a Daniela Fantini, imprenditrice innovativa e impegnata nel sociale, dalla personalità energica e spontanea, profondamente legata ai luoghi delle sue origini. È stato un piacere incontrarla e parlare della storia dell’azienda e del territorio in cui sorge, dell’importanza della sostenibilità e del nuovo progetto di Casa Fantini in collaborazione con lo Studio Lissoni.

 
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Quali sono i valori che alimentano la Fantini Rubinetti?

La particolarità della nostra azienda è quella di essere una tipica ‘fabbrica del design italiano’, un luogo a forte intensità creativa in cui nascono prodotti innovativi, che spesso anticipano le tendenze e diventano punti di riferimento a livello internazionale.
La storia di Fantini è basata su valori fondamentali: la passione per il lavoro, l’etica, la correttezza e il rispetto delle persone. L’acqua è il filo conduttore della nostra attività, che nella produzione di rubinetti coniuga una grande capacità manuale e artigianale con la tecnologia e i processi industriali.

Potresti raccontarci brevemente la sua storia?

Fratelli Fantini è un’azienda familiare fondata nel 1947 da Giovanni ed Ersilio Fantini, mio padre e mio zio, a Pella, sulle rive del Lago d’Orta. Il design fa parte del suo DNA fin dalle origini e la forza dei suoi prodotti risiede nell’unione tra l’innovazione tecnologica e l’apporto creativo del designer.
Da oltre cinquant’anni Fantini realizza prodotti sempre più sofisticati, con una costante ricerca di qualità e una continua evoluzione dei processi produttivi, che l’hanno portata ad essere un punto di riferimento internazionale per il design di settore. Oggi siamo presenti in più di 50 Paesi e abbiamo showroom a Milano, New York, Zurigo e Mosca, progettati dallo Studio Lissoni Associati.

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Quanto sono importanti l’etica e la sostenibilità nel vostro lavoro?

Sono valori sempre più determinanti per tutti, non solo per le aziende, da cui non si può prescindere. L’etica è alla base delle relazioni umane e dell’attività imprenditoriale in tutte le sue sfaccettature, e la sostenibilità è un criterio che deve guidare le scelte strategiche, i processi produttivi e l’impatto che la produzione stessa ha sull’ambiente. Il benessere delle persone deve essere sempre messo al primo posto.

In che modo Fantini promuove tali ideali?

Innanzitutto nella quotidianità, con le scelte piccole e grandi mirate alla tutela del consumatore—come quella di produrre rubinetti ‘lead free’, senza piombo, o in acciaio—e attraverso i progetti di responsabilità sociale che mettiamo in campo, come ‘100 fontane: Fantini for Africa’, la costruzione dell’acquedotto in Burundi, o ‘Sailing’, un progetto del CNR di Verbania per il monitoraggio delle acque dei laghi Maggiore e d’Orta.

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Com’è nato il progetto ‘100 fontane: Fantini for Africa’?

Dopo aver partecipato ad un’iniziativa umanitaria a Masango, ho pensato di coinvolgere tutta l’azienda in un progetto di corporate social responsability. In due anni abbiamo costruito un acquedotto di 27 chilometri che oggi porta acqua pulita a una comunità di circa 25.000 persone, realizzato 12 fonti di captage direttamente nella roccia e 130 fontane a una distanza massima di dieci minuti a piedi dalle case. Prima per andare a prendere l’acqua—spesso inquinata—occorrevano più di due o tre ore e il lavoro spettava soprattutto ai bambini che ora, manlevati da questo compito, possono frequentare la scuola.

Quest’anno è stata inaugurata Casa Fantini, progettata da Piero Lissoni. Che connessione c’è fra la struttura e l’ambiente circostante? Come si relaziona con la splendida cornice del Lago d’Orta?

Casa Fantini nasce dall’amore per lo spirito del luogo, per ciò che è genuino e artigianale, e rappresenta la cultura del Lago d’Orta, dove si trovano le mie radici. Il Lago ha un ritmo lento e un’aura mistica, data anche dalla presenza delle monache di clausura sull’Isola di San Giulio. C’è un silenzio magico e talvolta il tempo sembra fermarsi. Sono questi gli elementi che hanno ispirato il progetto. Qui si potrà vivere un’esperienza profondamente emozionale, ritrovando se stessi, il proprio ritmo e il proprio equilibrio.
Il progetto Casa Fantini Lake Time ha avuto un forte impatto sulla valorizzazione di Pella, dove non esistevano strutture alberghiere, e di tutto il Lago d’Orta. L’architettura contemporanea dello Studio Lissoni si integra perfettamente nel paesaggio, ha un respiro internazionale e si pone come punto di riferimento per tutta l’area.

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Per Casa Fantini, avete scelto alcune collezioni Mutina. Potresti spiegare la motivazione della tua scelta?

Sono prodotti che mi piacciono molto, belli e di qualità, e che, d’accordo con le scelte dell’architetto Lissoni, ho trovato perfetti per Casa Fantini.

È davvero unico il rapporto che si è instaurato tra la vostra azienda e il territorio. Se dovessi sottolineare 5 cose da non perdere di Pella e dintorni, quali sarebbero?

Il Lago è speciale per noi, fonte di ispirazione, pace e serenità. Sono molto legata a questo luogo, tanto che, pur viaggiando molto, penso che non potrei vivere da nessun’altra parte. Tra le cinque cose da non perdere direi: l’isola di San Giulio; la Chiesa di Sant’Anna, da cui si può ammirare l’intera distesa d’acqua; il giro del Lago in barca per scoprire gli angoli più belli e nascosti; la passeggiata a Egro, da cui si gode un panorama straordinario…e un caffè a Casa Fantini sulla piazzetta di Pella!

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Ci hai portati a visitare l’isola di San Giulio, un luogo dall’atmosfera intrisa di spiritualità. Sull’isola sorge uno dei monasteri più importanti di Italia: l’Abbazia Mater Ecclesiae. Vuoi raccontarci perché questo luogo è così speciale per te?

Credo che questo luogo influenzi positivamente la nostra quotidianità. Ha un influsso benefico sulla serenità delle persone.
La leggenda racconta che San Giulio, non trovando nessuno disposto a traghettarlo da Omegna alla piccola isola le cui rocce erano infestate dai serpenti, avesse steso il suo mantello sulle acque e navigato su di esso. Sconfisse i draghi e i serpenti che popolavano quel luogo, simbolo della superstizione pagana, e gettò le fondamenta di quella che oggi è l’Abbazia.
La festa di San Giulio si celebra il 31 gennaio e richiama gente da tutta la riviera. Da decenni, sull’isola vivono anche le suore di clausura: originariamente erano solo sei con Madre Annamaria Canopi, oggi sono un centinaio sotto la sua guida.

Il tuo rapporto con la nostra azienda è un’amicizia ormai consolidata. Ti andrebbe di raccontare ai nostri lettori un aneddoto che ricordi particolarmente?

Conosco Massimo Orsini di Mutina da anni e credo che siamo molto simili: vulcanici, ma sempre genuini nei nostri comportamenti. Siamo noi stessi chiunque sia il nostro interlocutore, cliente o architetto importante inclusi!
La prima volta che ho acquistato piastrelle Mutina è stato per il mio bagno e poco dopo lui si è comprato tutta l’azienda…mi è sempre sembrata una bella coincidenza!

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